La riduzione dell’attività fisica quotidiana, l’abbandono della dieta tradizionale e uno stile di vita sempre più sedentario hanno contribuito a un aumento significativo del sovrappeso e dell’obesità, con conseguenze dirette sulla salute e sul benessere generale.

Anche in Italia, questi fenomeni sono evidenti: una parte rilevante della popolazione è in sovrappeso e una percentuale significativa è affetta da obesità, con ricadute importanti sullo stato di salute generale e con conseguente aumento del rischio di malattie cardiovascolari.
Oggi è noto che la semplice valutazione del peso corporeo non è sufficiente per definire lo stato di salute di una persona. Oltre all’Indice di Massa Corporea (IMC), assume un ruolo fondamentale la distribuzione del grasso corporeo.

Esistono due principali tipologie di accumulo adiposo:

  • ginoide, tipica delle donne in età fertile, con deposito a livello di glutei e fianchi;
  • androide, più frequente negli uomini, caratterizzata da accumulo di grasso addominale.

La circonferenza della vita è un indicatore particolarmente significativo del rischio di morbilità e mortalità: valori superiori a 80 cm nella donna e 94 cm nell’uomo sono associati a un aumento del rischio cardiovascolare.
Per contrastare questa vera e propria “epidemia” le armi più efficaci sono l’incremento dell’attività fisica e una corretta alimentazione. Camminare, andare in bicicletta, nuotare o svolgere esercizio fisico almeno mezz’ora al giorno rappresentano una base essenziale per uno stile di vita sano, anche nel contesto urbano di Piacenza.

Un valido supporto arriva dall’alimentazione mediterranea, considerata a livello mondiale un modello di riferimento per la prevenzione e il benessere psico-fisico.
Il termine “dieta mediterranea” è stato coniato dall’epidemiologo Ancel Keys, che la sintetizzava come “il modo di mangiare bene e stare bene alla maniera mediterranea”. I primi studi approfonditi risalgono al secondo dopoguerra e in particolare alle ricerche condotte sull’isola di Creta, che evidenziarono uno stato di salute sorprendentemente buono nella popolazione locale.

L’alimentazione tradizionale cretese, basata su cereali, legumi, frutta, verdura, olio di oliva, modeste quantità di carne, pesce e vino, risultò perfettamente equilibrata dal punto di vista nutrizionale e in armonia con le risorse naturali ed economiche del territorio.

Queste osservazioni portarono allo sviluppo del celebre Seven Country Study, che dimostrò come la mortalità per malattie coronariche fosse nettamente inferiore nei Paesi dell’area mediterranea rispetto al Nord Europa e agli Stati Uniti.
Nel 1991-1992 il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti diffuse una piramide alimentare che indicava le frequenze di consumo giornaliere e settimanali dei diversi alimenti. Tuttavia, questo modello presentava alcune criticità:

  • scarsa chiarezza sulle proporzioni di consumo;
  • messaggi poco comprensibili nella parte superiore della piramide;
  • eliminazione del concetto di moderazione nell’uso di grassi e zuccheri;
  • rischio di una rigida distinzione tra cibi “buoni” e “cattivi”;
  • eccessiva enfasi su una sola componente di base, come la pasta;
  • prevalenza di interessi commerciali rispetto a quelli educativi.

Successivamente sono state proposte piramidi alimentari più evolute e adattate a età, sesso, attività fisica ed esigenze specifiche, sempre più vicine ai principi della dieta mediterranea.
La piramide alimentare mediterranea attuale distingue chiaramente tra grassi salutari e grassi non salutari, privilegia cereali integrali, frutta e verdura, raccomanda un consumo limitato di prodotti caseari e di prodotti di origine animale e pone l’esercizio fisico quotidiano come elemento centrale dello stile di vita.

Questi principi coincidono con le abitudini alimentari tradizionali dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, Italia compresa, e risultano particolarmente adatti anche ai principi che in Metis vengono portati avanti grazie al lavoro di Paola Orlandi, biologa nutrizionista laureata in scienze della nutrizione. Grazie all’attenzione da essa dedicata all’educazione alimentare diviene così possibile la realizzazione di piani alimentari personalizzati basati sulle varie esigenze individuali.
L’olio extravergine di oliva, pilastro della dieta mediterranea, aumenta l’assunzione di acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi, contribuendo a ridurre il colesterolo totale e LDL senza abbassare quello HDL.

Grazie alla presenza di antiossidanti e polifenoli, l’olio di oliva extravergine protegge dall’ossidazione delle LDL, riduce la formazione di placche aterosclerotiche e svolge un’azione preventiva nei confronti delle malattie cardiovascolari, molto diffuse anche nel territorio piacentino.
Pesce, pollame e carne magra forniscono proteine di alta qualità, fondamentali per la crescita, la gravidanza e il mantenimento di un fisico sano. Il pesce, in particolare quello azzurro come sgombro e aringa, è ricco di acidi grassi omega-3, utili nella prevenzione della trombosi.

I prodotti caseari magri apportano calcio, vitamine e proteine, indispensabili per la salute di ossa e denti, se consumati con moderazione.
Pane, pasta e riso, soprattutto se integrali, forniscono carboidrati complessi, fibre, proteine, vitamine e sali minerali. Le fibre favoriscono la regolarità intestinale e riducono il rischio di patologie come diverticolite e sindrome del colon irritabile.

I cereali integrali risultano inoltre protettivi nei confronti di diversi tumori, tra cui quelli del colon, del seno, dell’endometrio e della prostata.
Frutta, verdura e legumi sono alla base dell’alimentazione mediterranea. Forniscono fibre, vitamine, minerali e numerosi antiossidanti naturali come carotenoidi, vitamina C, vitamina E, selenio e polifenoli.

Numerosi studi epidemiologici dimostrano che un consumo abbondante e quotidiano di frutta e verdura protegge da diversi tipi di tumore, in particolare quelli dell’apparato digerente, e contribuisce al controllo del peso corporeo.
L’olio di oliva, il pane, la pasta, i legumi, la frutta, gli ortaggi e piccole quantità di prodotti di origine animale rappresentano una tradizione alimentare comune a Italia, Grecia, Spagna e ad altre aree del Mediterraneo, oggi riconosciuta come modello di alimentazione sana, equilibrata e gustosa.

La dieta mediterranea dimostra che mangiare in modo sano non significa rinunciare al piacere della tavola, ma adottare scelte consapevoli e variate, facilmente e necessariamente adattabili alle esigenze di ogni singola persona seguita dai professionisti Metis.
In conclusione, l’alimentazione di tipo mediterraneo protegge da infarto, ictus e trombosi, riduce il rischio di obesità e malattie cardiovascolari e favorisce un benessere duraturo.

Associata a una regolare attività fisica, all’astensione dal fumo e alla gestione dello stress, rappresenta uno dei più efficaci strumenti di prevenzione e salute.
## Bibliografia

  • Dieta mediterranea e cardioprotezione dalle evidenze epidemiologiche, A. Iazzatta, E. Ponzi, G.Castello. Edizioni Scientifiche Cuzzolin, Giugno 1999
  • Dietary Guidelines for Americans, Gennaio 2026