Un muscolo con più funzioni di quante se ne pensino
Oltre alla respirazione, il diaframma partecipa attivamente a minzione e defecazione (le sue contrazioni verso il basso aumentano la pressione addominale, favorendo il funzionamento di vescica e intestino), al controllo del vomito (agendo da barriera tra torace e addome), e alla fonazione, modulando il flusso d'aria necessario alla voce. Meno intuitivo, ma sempre più documentato in letteratura scientifica, è il suo legame con la postura: il diaframma è collegato attraverso continuità fasciali a strutture come lo psoas, il quadrato dei lombi e i muscoli intercostali, e una sua restrizione può riflettersi su tensioni posturali a distanza.
Diaframma e sistema respiratorio: cosa dice la ricerca
Il legame tra funzionalità diaframmatica e capacità respiratoria non è solo teorico. Uno studio randomizzato controllato condotto su pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) ha dimostrato che la tecnica di rilascio manuale del diaframma migliora significativamente la mobilità diaframmatica, la capacità inspiratoria e la capacità di esercizio dei pazienti trattati. In soggetti sani ma sedentari, uno studio randomizzato controllato con gruppo placebo ha mostrato che il rilascio miofasciale del diaframma migliora immediatamente la mobilità della parete toracica e la flessibilità della catena muscolare posteriore, sebbene l'effetto sulla forza dei muscoli respiratori non abbia raggiunto una significatività statistica in quello studio specifico. È bene essere onesti su questo punto: il rilascio del diaframma migliora la mobilità e la meccanica respiratoria, ma non va presentato come un metodo per “rinforzare” direttamente i muscoli respiratori, per cui servono altri approcci specifici.
Non solo respirazione: il diaframma e il reflusso gastroesofageo
Un ambito di ricerca meno conosciuto riguarda il ruolo del diaframma come barriera anti-reflusso: i suoi pilastri (crura diaframmatiche) contribuiscono a mantenere la tenuta dello sfintere esofageo inferiore. Uno studio randomizzato controllato pubblicato su Scientific Reports ha applicato un protocollo di rilascio miofasciale del diaframma su pazienti con reflusso gastroesofageo non erosivo, osservando dopo quattro settimane un miglioramento significativo della sintomatologia, della qualità di vita gastrointestinale, e una riduzione del consumo di farmaci inibitori di pompa protonica rispetto al gruppo di controllo. Anche qui va detto con chiarezza che si tratta di uno studio preliminare, con un campione limitato (30 partecipanti), per cui i risultati — pur incoraggianti — necessitano di conferme su numeri più ampi.
Il rilascio miofasciale e il rilassamento: l'effetto sistemico
Al di là dei benefici locali, uno studio randomizzato controllato condotto su soggetti sani ha valutato gli effetti del rilascio miofasciale applicato al rachide toracico, riscontrando non solo un aumento della mobilità articolare, ma anche un incremento della soglia del dolore in aree sia locali sia distanti dal punto trattato, insieme a un miglioramento della consapevolezza corporea (interocezione). Questo suggerisce che il rilascio miofasciale non produca solo un effetto meccanico locale, ma inneschi anche una risposta sistemica del sistema nervoso, coerente con la sensazione di rilassamento generale che molte persone riportano dopo un trattamento sul diaframma.
Il ruolo della massoterapia
È proprio in questo quadro che si inserisce il lavoro del massoterapista. Attraverso manovre di mobilizzazione diaframmatica (pressioni dolci sotto le coste per liberare tensioni), mobilizzazione costale, tecniche di rilascio miofasciale sulle catene muscolari collegate al diaframma (psoas, quadrato dei lombi, area epigastrica) e respirazione guidata, il massoterapista può contribuire a restituire mobilità a un diaframma irrigidito da stress, postura scorretta o sedentarietà. Come mostrano gli studi citati, questo lavoro non si limita a un beneficio meccanico locale: può riflettersi sulla meccanica respiratoria, sul confort digestivo e su una risposta di rilassamento più generale del sistema nervoso.
Cosa può fare Metis per il cliente
Nel percorso di ogni cliente Metis, la valutazione della funzionalità diaframmatica è parte integrante del lavoro del massoterapista, in sinergia con chinesiologi, fisioterapisti e osteopati dello studio. Chi presenta respirazione superficiale, tensioni posturali croniche, o semplicemente cerca un maggiore benessere generale, può beneficiare di un percorso mirato di trattamento manuale del diaframma, abbinato a esercizi di respirazione guidata e mobilizzazione costale da praticare anche autonomamente. L'obiettivo, come sempre nel nostro approccio, è restituire al corpo la sua naturale capacità di muoversi, respirare e recuperare, affrontando la causa della disfunzione e non solo il sintomo che essa produce.
In sintesi
- Il diaframma è molto più di un muscolo respiratorio: partecipa a minzione, defecazione, controllo del vomito, fonazione ed è strettamente collegato alla postura attraverso continuità fasciali.
- Il rilascio manuale del diaframma migliora la mobilità diaframmatica, la capacità inspiratoria e la capacità di esercizio in pazienti con patologie respiratorie croniche.
- Anche in soggetti sani, il rilascio miofasciale del diaframma migliora la mobilità della parete toracica e la flessibilità muscolare, sebbene non vada considerato un metodo di rinforzo della forza respiratoria.
- Uno studio preliminare suggerisce benefici del rilascio diaframmatico anche sul reflusso gastroesofageo, ma i risultati vanno confermati su campioni più ampi.
- Il rilascio miofasciale produce anche un effetto sistemico, aumentando la soglia del dolore e la consapevolezza corporea, coerente con la sensazione di rilassamento generale spesso riportata dai pazienti.
- Il massoterapista Metis lavora sul diaframma in sinergia con chinesiologi, fisioterapisti e osteopati, per un approccio che affronta la causa delle disfunzioni respiratorie e posturali.
Bibliografia
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